Tramite un linguaggio di estrema sintesi formale, Sferico si avvale del solo corpo umano come espressione dello scibile.
Architetto di formazione, artista puro, abbandona la carriera accademica per lanciarsi nell'avventura sperimentale di un linguaggio innovativo, frutto di un lungo processo scientifico di tentativi ed errori. Instancabile nel suo lavoro, calibra sculture e figure su una netta frontiera tra materia e non materia, nel tentativo di ritrovare l'equilibrio perduto nell'Eden.
Le figure idealizzate seguono un principio circolare che coinvolge tutto. Visionario sferico, si dedica anima e corpo all'arte come a una missione. L'inquietudine e il dubbio giocano un ruolo importante in una lunga ricerca che vede l'artista come un esploratore alla scoperta di uno stile di sintesi.
Sferico divide il suo tempo tra le marmerie del Vietnam, dove crea grandi sculture in marmo e basalto, le fonderie francesi e italiane e un nuovo progetto di sculture monumentali realizzate con materiali leggeri di ultima generazione.